© 2023 by Nature Org. Proudly created with Wix.com

Il mio pensiero

La passione per il mio lavoro nasce dalla convinzione che, come afferma il terapeuta Erving Polster, "ogni vita merita un romanzo". Penso infatti che ognuno di noi sia portatore di una storia unica e preziosa da raccontare, frutto delle esperienze vissute e del significato che vi abbiamo attribuito. Mi piace l'idea di lavorare insieme alle persone proprio per esplorare e valorizzare le loro storie di vita. Credo che il lavoro psicologico su se stessi offra una straordinaria opportunità: quella di scoprire, comprendere e ricostruire il senso di ciò che è avvenuto nel percorso della propria esistenza. Seppur con la fatica che ciò può comportare, in questo modo diventa possibile guardare con occhi nuovi se stessi, gli altri e quello che accade. E infine approdare alla liberatoria sensazione di essere in grado di riappropriarsi della propria vita.

Quando rivolgersi ad uno psicoterapeuta?

I motivi che ci spingono a rivolgerci ad uno psicoterapeuta possono essere tanti, siamo tutti così diversi. C'è chi sta attraversando un periodo di sofferenza, chi si sente in difficoltà nell'affrontare una scelta, chi è preoccupato per la comparsa di alcuni sintomi faticosi da gestire, chi prova insoddisfazione verso se stesso o la propria vita, chi desidera riordinare alcuni tasselli della propria esistenza. Potrebbero essere tante altre le ragioni che muovono nella direzione di una psicoterapia, credo che l'importante sia non pensare mai che la nostra richiesta sia strana, insensata o sbagliata. Ascoltarsi e dare legittimità al proprio sentire è il primo passo per prenderci cura di noi e regalarci la possibilità di essere accompagnati da un professionista. Qualunque sia il bisogno che ci porta a bussare alla porta di un terapeuta, probabilmente ci segnala che la vita ci sta mettendo di fronte alla necessità di un cambiamento, di un'evoluzione. 

Cambiare è molto difficile per tutti noi, perchè significa abbandonare le vecchie certezze (seppure talvolta divenute scomode) per scoprire territori nuovi e inesplorati. E come saggiamente ci suggerisce Alice nel Paese delle Meraviglie, in questi casi "capita di sentirsi un bel po' strani e confusi". Ecco che lo psicoterapeuta può diventare un compagno di viaggio che, tramite le sue competenze, ci fornisca ascolto e comprensione, ci aiuti ad attraversare questa fase e a individuare nuove direzioni per la nostra vita.

Quale approccio teorico scegliere?

Nel mondo della psicologia esistono molte scuole di pensiero che possono guidare il lavoro di un terapeuta. Ogni psicologo sceglie di formarsi secondo l'approccio che reputa più interessante e anche più in linea che con le proprie corde personali. Ciascuna scuola di pensiero utilizza metodi diversi ma persegue comunque lo stesso obiettivo: accompagnare la persona nel comprendere ed elaborare il proprio vissuto affinchè possa conquistare una nuova condizione di benessere.

L'approccio che io ho scelto per la mia formazione si chiama Costruttivismo ed è fondato sul pensiero di George Kelly. Trovo questa scuola di pensiero molto interessante perchè propone una visione innovativa e di ampio respiro del funzionamento degli esseri umani, della genesi del disagio e delle possibilità che apre la terapia. 

L'approccio costruttivista sostiene che ciò che chiamiamo "realtà" non è indipendente dall'osservatore, non è svincolata dal soggetto che la percepisce. Ogni persona, come uno scienziato che formula ipotesi o un narratore che dispiega una trama, è continuamente impegnata a dare senso alla propria identità, agli altri, alle relazioni con loro, al mondo. In questo modo la realtà che noi costruiamo ci fa incontrare il mondo così come lo percepiamo ed è soggetta a continue ricostruzioni e reinterpretazioni da parte nostra. Questo credo sia il punto di grande forza di questo approccio terapeutico: è un invito ad ampliare l'orizzonte, a riconsiderare, rivisitare e migliorare i propri modi di comprendere la realtà, se stessi e gli altri. Questa visione rende la terapia un processo creativo che permetta di imparare a immaginare scenari diversi e futuri alternativi, abbandonando i ricorrenti e ripetitivi temi e ruoli del passato. La terapia costruttivista considera con profondo rispetto le differenze personali e la loro legittimità e non propone mai soluzioni standard o certezze assolute ma cerca piuttosto di comprendere quali siano le domande profonde che ogni individuo porta con sè e che lo guidano nel suo agire. Secondo questa prospettiva, l'unica via per evolvere come esseri umani è avere il coraggio di porsi nuove domande come guida e cimentarsi in nuovi tentativi che allarghino il confine delle nostre possibilità

Cosa succede nella stanza della terapia?

Nel mio modo di lavorare pongo molta attenzione a fare sentire le persone ascoltate, accolte e non giudicate. Mi piace considerare la stanza della terapia come un luogo sicuro dove le persone possano concedersi di raccontarsi e di depositare alcuni pesi e possano imparare ad ascoltarsi e ad entrare in contatto con le proprie emozioni. Un luogo senza timore di giudizio ma che, al contrario, offra la possibilità di considerare umani e legittimi i propri vissuti, anche i più difficili da raccontare.
Considero la psicoterapia un lavoro di squadra: il terapeuta mette a disposizione la sua formazione e il suo personale modo di mettersi in relazione e il paziente prova ad affidarsi, ad accogliere le proposte e a mettere in gioco se stesso. 

Il punto di partenza del percorso è la richiesta specifica che ogni singola persona porta in terapia: ciò permette di individuare i bisogni, gli obiettivi desiderati e la direzione iniziale da intraprendere. Strada facendo emergono piano piano varie tematiche importanti per la persona che si può scegliere insieme di approfondire, se lo si ritiene utile in quel momento. Oltre al più classico colloquio verbale possono essere utilizzate altre tecniche di esplorazione a seconda del caso, per esempio io trovo spesso efficace utilizzare tecniche creative di scrittura, fotografia o teatro. L'obiettivo è aiutare la persona a comprendere cosa sta succedendo nella sua vita, a inserire questa comprensione nel quadro più ampio della storia della sua esistenza e soprattutto a farsi delle domande che non si era mai posta prima. Proprio questi nuovi interrogativi diventano una guida preziosa per cercare soluzioni diverse che permettano di affrontare la vita in modo più sereno.

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now