Cosa succede in terapia?

Nel mio modo di lavorare pongo molta attenzione a fare sentire le persone ascoltate, accolte e non giudicate. Mi piace considerare la stanza della terapia come un luogo sicuro dove le persone possano concedersi di raccontarsi, di depositare alcuni pesi e possano imparare ad ascoltarsi e ad entrare in contatto con le proprie emozioni. Un luogo senza timore di giudizio ma che, al contrario, offra la possibilità di considerare umani e legittimi i propri vissuti, anche i più difficili da raccontare.
Considero la psicoterapia un lavoro di squadra: il terapeuta mette a disposizione le sue competenze e il suo personale modo di mettersi in relazione e il paziente prova ad affidarsi, ad accogliere le proposte e a mettere in gioco se stesso. 

Il punto di partenza del percorso è la richiesta specifica che ogni singola persona porta in terapia: ciò permette di individuare i bisogni, gli obiettivi desiderati e la direzione iniziale da intraprendere. Strada facendo possono emergere altre tematiche importanti per la persona, che si può scegliere insieme di approfondire. Oltre al più classico colloquio verbale, a seconda del caso possono essere impiegate altre tecniche di esplorazione del mondo interiore della persona, per esempio io trovo spesso efficaci tecniche creative che utilizzano la scrittura e la fotografia. L'obiettivo è aiutare la persona a comprendere cosa sta succedendo nella sua vita, a inserire questa comprensione nel quadro più ampio della storia della sua esistenza e soprattutto a farsi delle domande nuove. Proprio questi interrogativi possono diventare una guida preziosa per vedere la propria situazione da prospettive diverse e dare origine a un cambiamento.

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now